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Turpiloquio

30 Aprile 2009 alle 19:15

Nel linguaggio comune si assiste a un uso sempre più frequente delle parolacce. Gli adolescenti tra di loro, e non solo, comunicano tramite un inarrestabile profluvio di parolacce che spesso riduce il discorso a pura emissione di suoni concettualmente inarticolata. E' lecito supporre che crescendo non mutino abitudini. Credo che l'uso ricorrente del turpiloquio sia attribuibile a due concause: il forte indebolimento nella condivisione di norme di comportamento cui attenersi, in primis la scuola, con il trionfo dell' anticonformismo a tutti i costi. L'imposizione di un "italiano standard" è stata considerata reazionaria, prevalendo così la spontaneità espressiva per esempio dei dialettismi. Il tutto associato a una totale indifferenza nei confronti dell'ortografia, della struttura compositiva di un testo, della tradizione letteraria nazionale. Il risultato? Giovani generazioni con evidenti lacune nella capacità di scrittura e un'espressività ridotta ai minimi termini e riempita dal turpiloquio. L'altra causa è la predominante informalità: ci si da del tu, ci si veste a prescindere dalle situazioni, ci abbracciamo e ci baciamo anche se la conoscenza reciproca è fresca di qualche ora, e naturalmente parliamo anche come ci pare.

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