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Sogno reale

28 Aprile 2009 alle 07:00

Dormo. In pratica non esisto in codesta circostanza. Sono come morto. Un “altro”, un’entità, al mio interno mi sostituisce. Prende cioè tutti i miei ricordi e le mie esperienze e le tramuta in reale, costruendo una storia sensatissima, senza la mia autorizzazione. E’ un periodo che faccio sogni reali, non più meravigliosi come in passato, con viaggi memorabili, corse adrenaliniche, paesaggi sconfinati, personaggi sconosciuti, nemmeno più paure e drammi come in un passato più recente. No, no, sogni aderenti al reale. La cosa che mi impressiona di più è la nitidezza del sogno. Vedo piuttosto bene (direi in bianco nero anche se non so se posso determinarlo con sicurezza), in mezzo a sconosciuti, delle persone che conosco, con le quali parlo e che si comportano più o meno come di solito, ma utilizzando qua e là termini differenti rispetto al loro usuale linguaggio, che riconosco con qualche difficoltà, di certo termini non “miei”, che non uso mai, presi non so bene da dove. Nel trovarmi sempre al centro del sogno, il protagonista cioè non è mai un altro, nemmeno i miei figli, mi comporto più o meno come mi comporterei in tali situazione nella realtà. Non so cosa ne pensiate ma secondo me il sogno è la cosa più sconvolgente della vita.

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