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La repubblica delle veline

28 Aprile 2009 alle 14:00

Vorrei chiedere a Berlusconi attenzione su un problema che riguarda parte dell'elettorato femminile, in particolare noi donne normali pericolosamente vicine alla prova costume. L'unica consolazione che ci rimaneva, non avendo le nostre gambe magari quella invidiabile lunghezza, era che tanto non ci servivano per la carriera, dato che non ambivamo allo spettacolo. Così potevamo tenere a bada l'invidia quando guardavamo il tubo catodico dal nostro lato abituale, il divano, e la bellona di turno squittiva disperata sulla fatica di farsi considerare intelligenti quando si è belle (e un po' si rosicava, ben consapevoli che su di noi le creme anticellulite anche più costose non vanno più in là di un effetto placebo, quanto alla considerazione, beh, sarebbe un capitolo lungo). E intanto si studiava, si cercava di farsi notare sul lavoro anche nonostante la non notevole statura, si cominciavano le nostre gavette infinite, saltando diversi appuntamenti dal parrucchiere e guardando le palestre dall'alto in basso, con un misto tra il terrore della fatica e del confronto con le altre, belle, allenate e magre e la superiorità di chi preferiva coltivare la mente (un po' come la volpe e l'uva in certi frangenti, visto che le gambe si tonificano con lo sport, ma non hanno inventato ancora nulla che le allunghi, nè hanno inventato una pasticca che ti faccia odiare le bistecche almeno quanto odi una modella che dice di mangiarne tante ma che tanto non ingrassa). Ecco, detto ciò, e ora? Un velinodronomo al parlamento europeo? L'alternativa agli intellettuali saccenti sono solo le donne bioniche da Tv? E noialtre? Ok, ricevuto. La prova costume.

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