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L'obitorio

28 Aprile 2009 alle 08:00

Nel tempo antico era considerata una brutta parola, anzi l'idea stessa era considerata sconcia. Nell'aria il vento portava la sensazione della morte come eredità comune e il cristianesimo leniva il dolore con la sicurezza della vita futura. A noi bimbi (allora) le madri ci accompagnavano alla visita agli infermi nelle loro case e ai morti nelle loro case, come esercizio di carità verso i primi e pietà per i secondi. Poi è arrivato l'uragano '68 che spiegava che i morti sono solo un pugno di aggregati chimici buoni al piu' come fertilizzanti per la terra. Poi i vecchi sono stati trasferiti negli ospizi ( pardon case di riposo ) poichè dicevano che la cultura cristiana che li teneva in casa era alienante e non produttiva. L'ultima conquista sembra ora il testamento biologico e incenerire la salma è il massimo del bon ton, come le immondizie negli impianti di termovalorizzazione. Ora la pietà ha abbandonato i vivi e le salme giacciono negli obitori, luoghi immondi della coscienza, magazzini di pezzi di ricambio, deposito burocratico per gli ex-vivi. Questo ed altro è il 2009, vi piace ?? tenetevelo, non vi piace ?? tenetevelo lo stesso. E il consolante cristianesimo ?? ma scherziamo ?!?! non vogliamo mica tornare ai secoli bui !!! Non vogliamo il suo assolutismo dogmatico come qualcuno afferma anche qui. Sempre meglio Augias Corrado e il suo kit della eutanasia fai da te.

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