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Educazione ed esempio/3

28 Aprile 2009 alle 12:30

Sottoscrivo pienamente quanto scritto dalla lettrice Gilberti. Io e mia moglie abbiamo un livello scolastico medio-alto ed uno culturale certamente superiore alla media. Abbiamo due figli maschi di 19 e 15 anni. Posso affermare che “l’ esempio”, nell’odierno ambito educativo, ha un valore prossimo allo zero. Io non ho mai visto mio padre lavare un solo cucchiaino da caffè o stendere un paio di mutande, ma da sempre i miei figli mi hanno visto fare di tutto per contribuire alla quotidiana gestione della casa. Però chieder loro di svuotare la lavastoviglie o di passare l’aspirapolvere nella PROPRIA camera (mica in tutta la casa, figuriamoci) equivale a gettarli nello sconforto e a scatenare svariate manifestazioni di profondo scontento. Ritengo che la perseveranza dei genitori nel mantenere un determinato stile di vita alla lunga paghi. Io e mia moglie ci scambiamo un silenzioso ma eloquente sgranare d’occhi quando – vedendo che noi comunque lo facciamo ogni sera – appena finito di cenare uno dei figli dice che gli piacerebbe fare una partita a Scarabeo o giocare a carte. Identica muta soddisfazione quando, trascinati i figli sbuffanti ad uno spettacolo teatrale che sappiamo essere suggestivo ed emozionante, ci sentiamo poi dire “beh, se fossi andato al pub con gli amici mi sarei perso ‘sta bella cosa”. Ciò che conta è la costanza nella condivisione di quello che noi genitori intendiamo per bellezza. Bello è anche evitare la volgarità, essere un po’ ordinati, guardar poco la TV e fare delle cose insieme. Il Bello ha radici così antiche e profonde da poter sopportare il passaggio di un rapper, di un imbrattatore spray o il turpiloquio di un giovine tatuato o col piercing al naso. Il Bello è un gran bel virus, e se tu hai contagiato per tempo i tuoi figli li colpirà dopo un periodo più o meno lungo di incubazione. E contro certi virus, si sa, non c’è cura.

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