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L’inutilità della guerra - Come perderne una vinta

27 Aprile 2009 alle 14:08

Ottimi Raineri e Panella, nonostante l’AfPak non scaldi. Non scalda nonostante il terreno arido dal caldo, la dinamite, il sangue, i morti. Non scalda perché è una guerra che non si vuol vincere, si vuole solo combattere e ora continuare a combattere. Ma non c’è l’intenzione di vincerla definitivamente. Anche perché non si può. Non si può stare in una certa regione del pianeta in eterno, dopo aver vinto ma non definitivamente una guerra, soprattutto in un postaccio come l’AfPak. Una volta conquistato un territorio devi trovare un popolo al quale “consegnare le chiavi”. Ma dove c’è una corruzione a livelli mai visti a chi le consegni? Immagino che gli obiettivi siano altri, però una cosa è chiara, l’obiettivo non è vincere. Io sono contrario alla guerra d’attacco, ma se c’è un motivo per il quale la trovo concepibile questo è legato alla chiara identificazione dei cattivi e la conseguente loro sostituzione con i buoni. Ma a parte Hollywood si fa una gran fatica a trovarne una così. E non si trova in AfPak, in quanto gli altri si dimostrano peggio dei talebani, che sfondano dove ci sono troppa povertà e troppa corruzione e perché lì nessuno sa cosa sia l’11 settembre 2001.

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