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L’Europa sazia e disperata/2

22 Aprile 2009 alle 09:00

Il sig. Stefano Tassinari vuol farci riflettere non poco. Ciò che ha brevemente riassunto corrisponde malauguratamente alla verità: è l’altra faccia del benessere e della “pancia piena” di noi occidentali, come la chiama lui. L’arricchimento, la sazietà, la noia da una parte, l’impoverimento morale della civiltà occidentale egoista che non crede più in nulla dall’altra. Al centro un Dio che può redimere – molti lo credono – ma non da solo, pare non possa tutto: per scuotere le nostre coscienze dovrebbe essere aiutato, si auspica, da una crisi economica seria e duratura. Così l’uomo, sostiene Tassinari, avrà l’opportunità di crescere, serio, laico e di spessore e potrà forse rivolgere – aggiungo io – il suo sguardo finalmente al cielo verso quel Dio per chiedere conforto, aiuto per essere salvato e redento. E perché non immaginare, sempre in forma di aiuto, anche qualche immane catastrofe? Pensate agli effetti di uno spaventoso terremoto distribuito su tutto il globo con miliardi di morti: cresceremmo tutti molto più in fretta e diventeremmo finalmente seri e disperati adoratori ma non sazi, stavolta saremmo anche affamati. Che strana concezione di Dio hanno gli uomini e che strani scenari auspicano pur di imporne la presenza e l’insegnamento convinti così di “salvare” il genere umano.

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