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La morte oltre la morte

22 Aprile 2009 alle 14:15

Non capisco, francamente, la rivendicazione di libertà a fronte della morte che si dà a se stessi o a chi non possa godere delle proprie funzioni vitali se non riconoscibili da altri (Eluana). Non la giustifico da cattolico, ma posso capirla: in fondo, se l'opinione del cardinal Martini non è eretica, per chi crede nella resurrezione e nella Vita eterna, la dipartita da questo mondo non è che un passaggio, così come la vita. Ma per un non credente, se la vita biologica è giustificazione e fine di se stessa, cioè evoluzione di un incidente chimico, cioè se riassume in uno funzione e scopo, la morte non è anche negazione della vita vissuta, cancellazione di sè ? E, allora, perchè avere rispetto della vita in quanto tale? Tra uccidersi e uccidere non ci sarebbe differenza, salvo l'arbitrio sulla sfera decisionale altrui. Ma davvero possiamo ridurre il tutto a questo ?

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