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Democrazia e convenienza

21 Aprile 2009 alle 20:45

Mi sono fortemente indignato nel sentire Buttiglione, fervente cattolico e, fino ad oggi, sicuramente un personaggio politico sulla cui fede democratica non si poteva discutere, sentirgli affermare che "il costo del referendum dovrebbe essere addebitato a chi lo ha promosso"! Ma in che Paese viviamo! In che direzione stiamo marciando? Possibile che non si abbia più alcun rispetto delle Leggi, delle Istituzioni, della Costituzione? Nel nostro Paese è sancito che se 500.000 Cittadini firmano per chiedere un Referendum abrogativo di una qualsiasi legge, e se queste firme sono certificate e validate, allora si deve indire un referendum per consultare tutti gli Elettori italiani. Un minimo di senso dello Stato da parte di questi "sedicenti" politici italiani vorrebbe che si inchinassero alle richieste dei Cittadini e non invece che li criticassero e li ridicolizzassero. Non basta vedere come, per puro opportunismo politico, si chiede di snobbare il referendum, e si nega di accorparlo, come sarebbe giusto, alle elezioni europee. Ci ancava adesso solo che si accusassero i promotori (comprendendo in essi tutti i 500.000) di spendere inutilmente il denaro. Un vero Paese democratico si fa carico del volere dei Cittadini, non solo rispettando chi lo chiede ma anche favorendo la massima partecipazione alla consultazione. Ogni politico dovrebbe spiegare gli aspetti positivi o negativi della legge che si intende abrogare e poi dovrebbe attendere con il massimo interesse come la pensano gli elettori. Lo so, vivo nel mondo delle favole, ma almeno mi aspetterei che i giornalisti ed ai media chiedessero loro a gran voce quello che sarebbe giusto e non, invece, di vederli appiattirsi giustificando l'atteggiamento di questa classe politica che ormai non ha più alcun, sia pur minimo, senso del pudore (figuriamoci dello Stato)! Però, proprio da Buttiglione non me lo aspettavo!!

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