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Rivolta femminile...

20 Aprile 2009 alle 17:00

Anch'io voglio unire la mia voce al coro di chi si rivolta contro le coccole postume a Roberta Tatafiore. Indipendentemente dalla persona - o dal personaggio - che lo compie, il suicidio è un gesto che nasce comunque da una sconfitta, una situazione di disperazione, di solitudine, di incomprensione. Da un mistero che è la somma di tutto questo e che si fonda sulla rinuncia a continuare a lottare. Anche quando sembra compiacersi della macabra soddisfazione di farne un coup de théatre accuratamente studiato, un gesto ideologico compiuto al momento giusto o il supremo atto eroico - in senso romantico - di una vita vissuta sempre e comunque fuori dalle righe. Un pessimo esempio, in ogni caso, da non celebrare: da compatire, da cercare di capire in silenzio, se mai. Ma assolutamente da non celebrare, specie in questi tempi, in cui si vuol far credere che la vita umana valga meno di zero.

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