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Paragone tra Vauro e i vignettisti danesi

17 Aprile 2009 alle 15:39

Nella puntata di Annozero di ieri sera Santoro ha fatto ricorso ad un espediente retorico: ha paragonato Vauro ai vignettisti danesi che, un paio di anni fa, ebbero l'ardire di attaccare la natura iconoclasta dell' islam. Afferma il Santoro che Vauro avrebbe esercitato il proprio diritto di libera manifestazione del pensiero, così come avevano fatto i vignettisti danesi. Mi pare che il confronto non sia praticabile proprio in relazione al sig. Vauro. Ricordo, infatti, che il vignetista de Il Manifesto fu uno dei pochissimi a negare ai vignettisti danesi proprio quell'esercizio della libertà di pensiero che ora -per interposto Santoro- pretenderebbe di esercitare. Fu proprio il vignettista del quotidiano che associa senza alcuna conseguenza il Pontefice ad un cane (il "pastore tedesco")a criticare i suoi colleghi danesi sulla scorta di un semplice argomento: al Profeta erano stati attribuiti tratti somatici mediorientali; ossia capelli e barba scuri, nonchè naso pronuciato. Per questo "gravissimo" motivo (nonchè iconografcamente corretto, essendo il Profeta un arabo), il Signor Vauro ebbe a negare ai suoi collehi danesi il loro diritto alla libera manifestazione del pensiero. Nulla ebbe ad eccepire il Vauro circa gli episodi di violenza apparentemente derivati dalla pubblicazione delle vignette. Scrivo "apparentemente" in quanto i disordini sarebbero stati in realtà provocati dalla diffusione di vignette false -e, queste si, realmente offensive- create e diffuse da parte dei leader islamisti. Vauro, quindi, ha oggettivamente dimostrato di essere un intollerante ed un nemico della libertà di pensiero. Conseguentemente nè lui,nè i suoi sodali possono utilizzare la libertà di pensiero per giustificare l'oltraggio perpetrato in odio alle vittime del terremoto.

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