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Comunismo e comunisti

16 Aprile 2009 alle 09:30

La visione, angosciante ma necessaria, del film di Wajda "Katyn", sulla strage degli ufficiali dell'esercito polacco compiuta dai sovietici nella primavera del 1940 (e poi da quest'ultimi ipocritamente e cinicamente addebitata ai tedeschi), ha suscitato in me tre riflessioni ed una domanda: 1) se è vero - come è vero - che i fascisti ed i nazisti sono assassini con la coscienza sporca, è altrettanto vero - per usare le parole di una scrittrice di cui ora non rammento il nome - che i comunisti sono "assassini con la coscienza pulita"; 2)essere e dichiararsi anticomunista è doveroso e giusto come essere e dichiararsi antifascista; 3) Wajda è un grande, l'aveva già dimostrato 30 anni fa con "L'uomo di marmo". E vengo al quesito che rivolgo agli amici foglianti. Ha scritto l'"Unità" che è un atto di giustizia vedere il film del regista polacco, "per chi si è riconosciuto nella storia del comunismo, nelle sue grandezze e nelle sue tragedie". La domanda è questa: date per evidenti le tragedie, quando mai, a vostro giudizio, il comunismo ha prodotto grandezze?

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