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Il culto ateo

14 Aprile 2009 alle 17:30

Ben fatto il libro di Francesco Agnoli “perché non possiamo essere atei”. In un amalgama perfettamente riuscita confuta le tesi dei principali NeoDarwinisti anglosassoni e i loro epigoni di casa nostra. Riprende e confuta molti e noti luoghi comuni dell’ateismo militante. Denis Noble professore di fisiologia a Oxford, in un articolo di qualche tempo fa diceva che il DNA non è la vita e nemmeno il libro della vita. Paragonava DNA e geni a ingredienti di un libro di ricette. Sono elementi importanti ma non unici di un “piatto” che per avere forma e gusto attendono lo Chef. Chissà se Oddifreddi, Dawkins e Margherita Hack, che reputano cretini e infantili i credenti, e che sono “scienziati” seri e senza tesi “precostituite”, saranno disponibili a un confronto all’interno del loro mondo. Per non saper nè leggere nè scrivere credo che continueranno a frequentare i Talk shows e a fare i galletti senza contraddittorio. La fede è cieca, dicono, tant’è che il padre (Darwin), il figlio (il dna) e lo spirito santo (il gene) di cui parlano in continuazione, non possono essere messi in discussione. I sacerdoti del culto ateo, adepti della UAAR la loro chiesa, hanno stipulato la santa alleanza con i nichilisti di casa nostra: Comici, girotondini, centri sociali, Scalfari e l’immancabile Floris D’Arcais vate della “sacra scrittura” Micromega. L’uomo, la Creazione e la scienza con le sue leggi, che pian piano scopriamo, non sono né saranno mai in contraddizione con la vera Religione. Lo stupore per il Creato e la semplice constatazione che dal nulla e dal caso non può nascere né intelligenza né la bellezza, sono l’antidoto che Dio stesso ha iscritto nel cuore di ogni uomo affinché ogni persona possa riconoscere la gloria di Dio in ogni essere.

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