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Espiazione/2

10 Aprile 2009 alle 18:20

Io credo che ogni azione che ci esponga ad incognite sia governata dalla paura. La paura sana è quella ci consente valutazioni ponderate che sfociano nella capacità di gestire un pericolo imminente mantenendo intatte le capacità cognitive. Altra cosa è la paura collettiva che sfocia nel panico allorquando subentra la consapevolezza di non essere in grado di gestire un pericolo che si percepisce come assolutamente imprevedibile. La solidarietà o meglio la condivisione esprime da un lato la presa di coscienza dello scampato pericolo per chi non lo ha vissuto e dall'altro e forse come conseguenza la necessità di aiutare con metodi e procedure diverse chi il panico lo ha vissuto in prima persona. Come dicevo in altra circostanza, la paura collettiva fà regredire le persone riconducendole all'infanzia (bambini in cerca di sicurezza). Gli adulti cioè coloro che non hanno subito regressioni psicologiche sono istintivamente portati ad occuparsi di questi bambini. E' la parte migliore dell'essere umano quella che viene fuori dopo tragedie simili. Infatti i superstiti oltre a piangere per la morte dei propri congiunti e per la perdita delle cose gridano di non essere lasciati soli, indifesi e senza speranza. Diamoci da fare ognuno come sà e come può per non abbandonarli.

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