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Cambiamento Climatico e aborto

10 Aprile 2009 alle 17:34

Molto si scrive del cambiamento climatico e i preconcetti che esso porterebbe con sé, Il Foglio, che è un giornale - e che da dunque voce a tante opinioni - è- ahime - molto critico sul tema. Ma bisogna dargli ragione a ben vedere la marea di quelle posizioni idiote che non avendo occhi e orecchie per altro argomento che cambiamento climatico non sia, finsicono pr scadere nel ridicolo (o nel dramma). Una di queste posizioni è sepressa da Jonathan Porritt. Per Porrit, consulente del governo inglese "contraccezione e aborto dovrebbero essere alla base delle politiche che mirano alla lotta al surriscaldamento globale. Per la Optimum Population Trust, un gruppo di attivisti di cui fa parte Porritt, ogni nuovo nato in Gran Bretagna durante la sua vita brucerà una quantità di carbone che equivale a due acri e mezzo di bosco di querce secolari, un’area grande quanto Trafalgar Square". A parte l'associazione odiosa tra contraccezione, aborto e clima, che la dice lunga sul personaggio, a che serve - penso - tanto allarme per il Global Warming che minaccia l'umanità con innalzamento dei mari, tempeste di calore, avanzamento dei deserti, esaurimento dlle risorse idriche, se gli ambientalisti esagitati stanno progettando di spazzarci via tutti con altri mezzi, vigliacchi e illegittimi? Quelli come Porrit fingono di amare la terra più degli esseri che la abitano per nascondere una enorme carica di autodistruttvità e di odio per se stessi, ed è di questo tipo di pedanteria (una sorta di Global Freezing) che il grande movimento che si poggia sul Global Warming non ha bisogno per prendere decisioni storiche. La pericolosa teoria tardo-malthusiana di Porrit fa soprattutto male a soluzioni ben meditate e scientifche al problema del cambiamento del clima e alla necessità che avremo di adattarvisi.

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