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Via Crucis in reality

9 Aprile 2009 alle 17:17

Pasqua si avvicina. E stamattina, mentre passavo l'aspirapolvere in casa, pensavo che quest'anno abbiamo avuto una rappresentazione viva della Passione. Ho avuto quest'impressione guardando nei vari tg i poveri corpi in mutande estratti dalla macerie del terremoto, copie del crocifisso estratte sotto travi di legno pesanti come croci. Guardando Veroniche che stringevano fra le mani volti piangenti, distribuivano pasti e coperte, montavano tende. E donne che piangevano sul legno verde dei propri figli dispersi fra le rovine di una Gerusalemme abbruzzese. Guardando Cirenei che trasportavano sulle spalle vicini disabili per sottrarli a crolli di tetti e pareti. Guardando soldati che tenevano a bada una piccola folla feroce che approfitta della condizione di debolezza altrui. Guardando un drappello di Giuda che tradiscono di nuovo con un bacio, scavando fra le macerie non per soccorrere ma per rubare trenta denari. E poi le parole, i progetti di ricostruzione (risurrezione?) di città e tessuto sociale, le messe celebrate in tendopoli, fuori dalle chiese, fuori dalle mura antiche. Pensando che la passione continua, ma anche la speranza che il sabato santo ceda finalmente il passo all'alba della domenica.

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