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Scegliere bene casa è cosa da indovini

8 Aprile 2009 alle 14:00

Tra le tante polemiche sulla vulnerabilità del territorio italiano che si accavallano sempre dopo una calamità naturale tiene banco l’inadeguatezza dei sistemi di previsione e anche la conoscenza geologica inadeguata a caratterizzare il territorio dove costruire e come costruire. Sul tema dove costruire è di fondamentale importanza sapere che la carta geologica ufficiale è quella iniziata nel 1877 e finita nel 1978 a scala 100 000, che vuol dire 1cm sulla carta equivale a 1km. Ci sono voluti la bellezza di 101 anni. Un nuovo progetto iniziato nel 1988 prevede la copertura dell’intero territorio nazionale al 50.000: al 2008 dei 652 fogli previsti, dal sito del progetto si legge che ne sono stati realizzati 257 ma disponibili al pubblico in formato cartaceo molto meno. Che non abbiano previsto un formato digitale la dice lunga sulle qualità del servizio. A questo ritmo penso che il progetto sarà completato forse nel 2050. E vi sembra possibile che non ci sia ancora una cartografia geologica ufficiale al 10 000 dell’Italia a rischio catastrofi naturali, da poter utilizzare per pianificare, costruire o abbattere? Il paragone con altri stati europei ci vede soccombere. Abbiamo – così si dice – uno dei migliori sistemi sanitari e il 50% del patrimonio artistico mondiale ma rischiamo ogni giorno di morire affogati se cade una secchio di pioggia in più del dovuto o di essere travolti da una frane o sepolti vivi dal terremoto se non indoviniamo (è il caso di sottolineralo) l’esatta posizione dove vivere. Vi sembra normale?

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