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Previsioni e polemiche

7 Aprile 2009 alle 15:30

È ovvio che i terremoti non possono di regola essere previsti con precisione di luogo e di tempo, però è anche vero che CERTE VOLTE e in CERTI LUOGHI essi possono dare chiari segni premonitori, utili a diminuirne gli effetti catastrofici. Il precedente storico, oltre a quello clamoroso del presente sisma – che, piaccia o no, è stato previsto con un’approssimazione di una settimana e cinquanta chilometri – è stato il terremoto in Cina del 1975, nella regione dell’Haicheng, dove il “procurato allarme” mise in salvo quelle 150.000 persone che sarebbero morte in seguito al previsto sisma di magnitudo 7,3 della scala Richter. Ora, senza far polemiche (ma certe polemiche sono utili alla verità), se un ricercatore del CNR con decenni di esperienza di rilevazioni in una certa area, dice che in quell’area ci sono segnali preoccupanti di un devastante evento sismico, e poi i fatti gli danno ragione, io dico che la cosa più sensata non è dargli dell’imbecille o querelarlo, ma piuttosto verificare se costui abbia qualcosa da insegnare anche all’establishment scientifico, che notoriamente e in tutti i campi è lento a riconoscere l’operato di chi non faccia parte di un certo gotha di onniscienti.

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