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Il sillogismo di Fini

4 Aprile 2009 alle 16:00

Non sono un amico di Gianfranco Fini e mi pare che le sue valutazioni scientifiche abbiano la stessa solidità e stabilità di quelle storiche: tutte funzionali al momento e alla sua persona in quel momento. Insomma, normale politica tattica. Però la sua ultima affermazione, presa in sé e per sé, è irrecusabile quanto un sillogismo: lo stato italiano è laico (premessa generale), se una sua legge si ispira a criteri non-laici (premessa particolare), finisce con l’essere annullata. La sovranità popolare è costituzionalmente limitata (ricorda il nostro maestro don Gianni); le leggi approvate in parlamento sono per definizione democratiche ma non necessariamente laiche; e la Corte Costituzionale ha appunto il potere di cassare quanto i rappresentanti del popolo hanno legiferato. Conviene ai parlamentari di ispirazione cattolica tirare troppo la corda? Le leggi come le vorrebbero loro rischiano la sentenza avversa della Corte, e soprattutto del voto referendario, col bel risultato di imbaldanzire e magari incarognire il laicismo ideologico.

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