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Confesso che sono uomo di poca fede (politica)

3 Aprile 2009 alle 17:30

Dopo la fine di Craxi e l’esilio di Andreotti, pensavo che nel nostro Bel Paese ci fossero tre grandi politici: Cossiga (senza k), Giuliano Amato e Fini + una stella nascente (Tonino nazionale). Tutti e tre non sono stati capaci, insieme, di evadere la richiesta del Cav., che fu costretto a mettere su un baraccone in pochi giorni. Cossiga aveva una certa età, ma la "stella nascente" non lo capì e volle strafare; Amato si portò nel campo minato; Fini cercò... Successivamente mi lasciai conquistare anche da Fassino e D’Alema, e diedi loro fiducia anche dopo essere entrati nell’armata Brancaleone: poi Fassino scoppiò e D’Alema è ancora in surplace. Però ora Fini ha trovato la sua strada, che non è quella a senso unico che percorro io (e che, quindi, non mi permette di tornare indietro). Tonino si è votato al “popolo” e continua a fiancheggiare le coorti della magistratura, che, dopo l’invincibile armata della Cassazione, sta mettendo su quella della Consulta. Ed io ho paura: per me, che ho ancora qualche annetto da vivere (sulla media nazionale), ma, sopra tutto, per le mie figlie e i miei nipoti, insomma per le generazioni giovani e future. Basterà la fede che ho nel Padreterno?

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