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La regressione

31 Marzo 2009 alle 20:30

Qualcuno di voi certamente è stato costretto a ricorrere a cure ospedaliere per risolvere qualche problema di salute o per essere sottoposto ad un intervento chirurgico. Si arriva in reparto completamente stressati e impauriti. Si indossa il pigiama e ci si sistema nel letto sul quale troneggia un numero. La persona si trasforma automaticamente in un numero.Poi subentra la difficoltà di interagire col personale medico e paramedico, il non sapere nulla del proprio futuro e di quello della famiglia. Avviene in quel momento una trasformazione inconscia nel paziente che regredisce allo stadio di bambino: ha bisogno dell'affetto dei propri cari, ha bisogno di conoscere tutto della sua malattia, ha insomma bisogno di certezze. Infatti appena un medico gli si avvicina in condizioni di parità sedendosi cioè accanto a lui, sorridendo, scambiando con lui qualche parola, l'ammalato si tranquillizza e concentra sul medico tutta la sua attenzione perchè lo rassicura. Ciò avviene indipendentemente dall'età del paziente. Insomma il 'bambino' vuole coccole,tenerezze e rassicurazioni. Tutto questo mi porta inevitabilmente a valutare la politica del Cav. nell'ottica delle rassicurazioni. Abbiamo bisogno di sentirci al sicuro e come 'bambini' in cerca di solidarietà e di speranza siamo felici di affidarci alle cure di questo medico che sembra avere le giuste competenze per tirarci fuori dai guai. Ben venga allora chi ci rassicura e ci fà sentire importanti. Questo è il momento storico che stiamo vivendo che ci consentirà la rivalutazione delle nostre capacità, della nostra voglia di farcela e della realizzazione delle nostre aspettative.

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