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La categoria spirituale della Diodegradabilità

29 Marzo 2009 alle 08:00

La sola condizione culturale di assoluta padronanza del proprio corpo è quella dell'ateismo. Nel rifiuto della sacralità della vita, rimane la concezione profana del corporeità. Il che non significa abbrutimento materiale, ma semplicemente collocazione dei diritti del corpo nella categoria della sola felicità. E' giusto ciò che mi rende felice, è mio diritto fare scelte individuali sull'uso del mio corpo se ciò mi fa star meglio. Esperimenti sulle staminali, aborto, eutanasia - e lo stesso preservativo - sono scelte (mie) per star bene o per non star male su questa terra. Ma non tutto è riconducibile ai termini sacro-profano. I "cattolici adulti" hanno introdotto una categoria intermedia dello spirito, quella che ammette la Diodegradabilità del corpo. In questo caso si afferma, in linea di principio generale, la condizione sacra della persona nella sua totalità di corpo-anima, materia e forma, ma tale principio non è assoluto e ammette eccezioni: si può abortire, gli embrioni umani possono essere oggetto di ricerca scientifica, si può decidere di morire "per non soffrire". Il prodotto corpo nel tempo viene intaccato dal deismo scientifico, perdendo porzioni di intangibilità. E' la dottrina della "diodegradabilità": riserva culturale dei politici-pensatori cattolici"ma anche" laici.

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