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Prepotenze di stato

25 Marzo 2009 alle 17:00

Mai come negli ultimi tempi le posizioni del governo hanno mostrato una faccia così prepotente ed irrispettosa della volontà popolare; un atteggiamento davvero distante da quei principi che dovrebbero caratterizzare ogni stato democratico. Confondere il consenso elettorale ricevuto durante le elezioni con la legittimazione ad agire in modo unilaterale è un grave errore: chi governa, infatti, non rappresenta soltanto i suoi elettori bensì l'intero paese e, proprio per questa ragione, deve farsi carico di operare secondo un indirizzo quanto più possibile comune, stemperando nel migliore dei modi le eventuali discordanze di opinione, al fine di rispettare la dignità dell'intero popolo italiano. Che si tratti di sconsiderati tagli all'istruzione o di indiscriminate crociate contro il pubblico impiego, ciò che si evince chiaramente è come ogni azione sia caratterizzata da un unico denominatore comune: l'imposizione delle scelte assunte unilateralmente. Tutto questo conduce alla mortificazione della coscienza civile del paese, spesso bistrattata oltre ogni decenza dal pensiero e dall'azione di uomini che dimostrano di non saper governare secondo i parametri tipici di uno stato democratico. Non offrire a chi la pensa differentemente alcuno spiraglio di discussione invalida le basi stesse sulle quali si deve fondare ogni democrazia. Lontano dall'idea di generalizzare e accomunare indiscriminatamente ogni politico sotto la stessa egida di prepotenza, vorrei soltanto auspicare una maggiore apertura dell'attuale governo verso tutte le posizioni popolari e non soltanto verso quelle concordi con il pensiero politico "al momento" prevalente. Nel caso ciò non avvenga, invito tutti a rivalutare seriamente i connotati democratici della nostra nazione sulla base dei fatti oggettivi che oggi la interessano... traendone poi le dovute conclusioni.

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