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Mea culpa, mea culpa, mea maxima culpa

25 Marzo 2009 alle 23:30

Chiedo umilmente perdono al fratello diavolo rossonero Renato Di Mattia. Che debolezza d'animo. Il sentimento è prevalso sulla ragione. Lo confesso: ho passato le ultime serate alla ricerca di interviste al "Nemico" per godermi le sue risposte politically scorrect mentre "arriccia le labbra e lampeggia gli occhi puntando misterioso fuori inquadratura" e tutto questo mentre mio figlio a cui ho trasmesso la certezza della fede, dormiva. Che vigliacco ! Mi vergogno a dirlo, ma la voce del nostro Ancelotti mi faceva addormentare. Sognavo le grandi vittorie del Milan. Ma un uomo in carne e ossa non può vivere di sogni passati. Caro Di Mattia, non ho perso la fede, ma se le alte gerarchie non si sbrigano a inventare qualcosa per tenermi sveglio durante le interviste post-partita, la ragione non sarà sufficente a bloccare la mia mano dal telecomando, alla ricerca dell'attrazione portoghese.

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