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Cappuccetto rotto

24 Marzo 2009 alle 11:00

Molto bello l’articolo. Un pezzo letterario e così l’ho inteso. Papa Ratzinger ha fatto bene ha dire ciò che ha detto. E’ l’inversione di tendenza che va coltivata e motivata. Il profilattico pur con tutti i limiti è oggettivamente uno strumento valido per non contrarre malattie veneree. Sicuramente è più efficace in Groenlandia che in africa, tuttavia aiuta. Nella prassi quotidiana, dato che non credo ad una metanoia improvvisa, l’uso del profilattico sarà auspicabile nonostante tutto. Per chi è giovane, preferirei di gran lunga l’uso e l’errore annesso che il rischio di malattia. La realtà è che il nostro mondo è molto degradato e il profilattico è l’ultimo anello di una catena di abitudini poco edificanti. Fra un male maggiore scelgo il male minore. In Italia si perdono decine di migliaia di bambini per aborti. Una guerra mondiale all’anno nella più completa rassegnazione. Il senso della giustizia è evanescente a partire da chi la esercita e il sacro è relegato per molti aspetti ad un rito domenicale: gli altri giorni vacanza. Già in alcune cliniche Americane si selezionano nascituri secondo criteri eugenetici. I rapporti uomo donna sono inquinati dall’esclusivo desiderio del piacere e quando c’è attrazione vera si è poco abituati al principio della reciproca rinuncia indispensabile perché un rapporto abbia la possibilità di superare le inevitabili intemperie. Il nostro mondo è un cappuccetto rotto.

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