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Crescita dell'eutanasia

23 Marzo 2009 alle 19:15

Sui giornali del 22 marzo è stata divulgata la notizia che a Londra è stata staccata la spina ad un bimbo di nove mesi che soffriva di una malattia incurabile: il “Corriere”, stranamente, si è dilungato, sulla stessa, più di “Avvenire”. Ma, superato lo choc subito per l’età del bimbo e per il fatto che una malattia oggi incurabile possa divenire curabile domani ed evidenziato che i genitori si sono opposti fermamente, ho ricordato le tante volte che i laicisti hanno accusato i cattolici (e chiunque altro non li avesse condannati) di voler attentare alla libertà della gente: voi non volete l’aborto e l’eutanasia e noi non ve li imponiamo, ma perché voi, con le vostre retrograde ideologie, volete limitare la nostra “libertà” di compiere questi atti, conquiste di civiltà? Relativismo ed individualismo egoistico totale, perché la vita non è un bene individuale, ma è solo affidata all’individuo per averne cura fino alla sua fine naturale. Eppure, ammesso che ci possa essere anche un solo caso per il quale sia “giusto” procurare la morte, cioè l’estinzione di una vita che non appartiene ad alcuno, forse sarebbe opportuno promulgare per tale caso un provvedimento ad hoc. L’emanazione di una legge generale, partendo da tale caso, non si sa dove potrebbe portare: i limiti saranno (senza condizionale, oggi) estesi sempre più e si arriva all’assurdo odierno. Una entità (magistratura od altra) si arroga il diritto di dare la morte ad un soggetto a richiesta di un altro, poi si arroga il diritto di darla anche contro la volontà degli stessi genitori (che apparentemente potrebbero sembrare soggetti titolari di un tale presunto diritto), infine lo fa in automatico. Come lo chiamiamo questo fenomeno?

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