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A ciascuno il suo

20 Marzo 2009 alle 14:30

Polemizzare sulle dichiarazioni del Papa andrebbe vietato per legge. Ma dico io, il magistero della Chiesa è sostanzialmente immutato dalle sue origini ed ancora sono tutti lì a scagliarsi contro il pontefice per affermazioni che da sempre sono le stesse. Escluso che si possa rimproverare a qualcuno la fedeltà ai propri principi, qual è lo scandalo? Forse sta nel fatto, per stare all’attualità, che è in gioco la vita di milioni di persone e che in situazioni simili non sarebbe il caso di fare troppo i difficili? Tralasciando la facile ma non meno decisiva considerazione che il Papa è un pastore di anime o più genericamente un'autorità morale e non il Presidente dell’OMS, è il caso di soffermarsi sulla logica della obiezione. a) Poniamo il caso che il Papa abbia la forza di imporre la propria autorità a chiunque venga raggiunto dalle sue parole. E’ evidente che predicando la castità otterrebbe il massimo dei risultati, spirituali (la riaffermazione di una condotta virtuosa) e materiali (freno al contagio e presumibilmente anche all’incremento demografico, che male non sarebbe) b) Il Papa non ha la forza di cui sopra. Nessun risultato dal punto di vista pratico e, sponsorizzando il profilattico, catastrofe per la Chiesa. Un'autorità morale che raccomandi l'immoralità è un orrore logico prima che deontologico. Ovviamente l’ipotesi che l’autorità del Papa sia sufficiente ad imporre il preservativo ma non abbastanza da imporre la castità non è ammissibile, posto che, da quelle parti, non sono certo delle remore religiose a limitarne l’uso. Insomma, ognuno faccia il suo. L’OMS distribuisca profilattici e farmaci, il Papa predichi la castità e sostenga le missioni, e tutti gli altri, Africani inclusi, agiscano (e polemizzino) responsabilmente.

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