cerca

Il tramonto dell'occidente

19 Marzo 2009 alle 19:00

Lo Stato è un territorio definito, non solo un territorio popolato; il fatto che l'Unione europea abbia fatto crollare i confini nazionali rende il continente esposto a tutte le incursioni, come a Roma, quando la caduta dei confini settentrionali pose fine all'Impero e diede corso alle invasioni barbariche. Il limes è una linea sacra, che atterrisce gli altri dall'attraversarla, è una porta (ostium) che segna la differenza tra amici e nemici, valicarla è di per sé una dichiarazione di guerra. L'estraneo che l'attraversa con le armi è un nemico, come chi l'attraversa senza passaporto, perché la definizione di nemico sta nel valicare il pomerio, non nella divisa che si porta al momento della trans-gressione. La folla tumultuosa opprime con la sola presenza del numero, più di quanto la polizia possa fare con le armi. Toynbee ha insegnato questo: la minaccia delle civiltà viene dalla periferia, Gibbon l'ha ben descritta e Vico l'ha profetizzata nella ciclicità dei corsi storici, solo che lo sfondamento dell'impero avvenne dai confini settentrionali, ora da quelli mediterranei, ma entrambi puntano a Roma. Come nel 410, anche nel futuro prossimo venturo Roma sarà messa a sacco, per l'azione di quali forze? Per quella combinata del secolarismo nichilista di Bruxelles e del proletarismo mussulmano, appena adombrata nella fronda contro B XVI. E' necessario che gli scandali avvengano, ma guai a coloro per cui accadono, "quidquid delirant reges patiuntur Achivi" Verg.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi