cerca

Educazione vs Preservativo

19 Marzo 2009 alle 20:30

Livia d'Andrea dice: "è ovvio che l'optimum sarebbe,e mi auguro sarà,un cambiamento culturale epocale,ma sempre chi non spegne l'intelligenza sa perfettamente che questi sono processi di medio-lungo termine" Lei si augura un cambiamento epocale, bene, vogliamo fare qualcosa per iniziarlo visto che "sono processi di medio-lungo termine"?!? Perché i cambiamenti possono essere il risultato di miracoli, ma normalmente sono le azioni concrete che li portano. L'unico modo è ri-educare alla fedeltà e alla non promiscuità sessuale, che porta con sé problemi non solo fisici ma anche antropologici, psicologici, sociali e spirituali. E, invece, Lei e tutta la nostra intellighenzia occidentale continuate a ripetere "Preservativi preservativi preservativi", tagliando sul nascere la benché minima possibilità di quel cambiamento epocale di cui Lei si riempie la bocca. L'unico che parla esponendosi in prima persona è BXVI e tutti gli danno addosso. Esiste la fedeltà, esiste l'astinenza, esiste l'amore fatto del prendersi cura dell'altro e non del prendersi piacere dall'altro. Esistono perché testimoniati da tante (anche se troppo poche) coppie. E in Africa esiste l'Uganda, dove le campagne sociali sono per l'astinenza e la fedeltà e, che coincidenza!, lì la battaglia contro l'AIDS ha segnato vittorie incredibili per i fautori del preservativo! Educare si può, adesso. Grazie al Papa!

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi