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Cani randagi

18 Marzo 2009 alle 12:00

Nel telegiornale del primo, questa sera, dopo l’ennesimo servizio su un attacco all’uomo, è stata inserita l'intervista al prof. Mainardi sui cani randagi: una donna di 24 anni, probabilmente, nel frattempo è morta sfigurata orribilmente. Continuo a chiedermi ed ho chiesto: perché non si può affrontare il problema nell’unico modo civile per eliminarlo? Presi, custoditi per un mese (facciamo due) per dar modo a volenterosi appassionati di prenderli e, poi, esecuzione in modo rapido e indolore. Il prof. Mainardi ha fatto presente che questi animali, abbandonati, sono più cattivi dei selvaggi: un cane di questi è peggio di un lupo affamato della foresta. Ma penso che questo dovrebbe valere anche per animali meno pericolosi, dai gatti ai piccioni e quant’altro. Lezioni esemplari, in ogni modo, andrebbero date a quei signori che li abbandonano, quando si siano stufati del giocattolo (amore, bambino...) vivente! Già, ma le carceri sono già strapiene! Però in un Paese nel quale un matricidio è punito con sedici anni, ulteriormente alleggeriti da condoni e benefici vari... Però io vado oltre: perché l’uomo vuole evitare l’estinzione di specie che la selezione naturale porta alla fine? Certo: in un mondo in cui si vuole creare persino le chimere e ognuno ritiene d’avere “diritto” a quanto la fantasia più sfrenata gli fa pretendere, questo è un discorso veramente scorretto e chiedo scusa ai sensibili che domani mi sommergeranno di adeguati epiteti irripetibili. Ma anch’io, sempre più spesso, devo subire aggressioni verbali alla mia scomoda (e preistorica)sensibilità e alla mia (ottusa) intelligenza, senza dimenticare che qualcuno è stato ammazzato da “sensibili” animalisti, che tanto amano gli animali, ad eccezione di quelli classificati uomini.

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