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Benedetto sia Benedictus

18 Marzo 2009 alle 18:30

Un gigante. Si può criticarlo o venerarlo ma siamo in presenza di un gigante. Benedictus XVI ha carisma e fascino impareggiabili. Anche gli atei dovrebbero inchinarsi davanti alle altezze siderali di un pensiero mistico con la carica di dinamite. Perchè l'empireo dei grandi va sempre venerato a prescindere e Benedictus in quell'empireo ci entra dalla porta principale. Dinamite pura il verbo pontificio: no al preservativo, educazione alla responsabilità sull'uso della sessualità e affermazione del ruolo della famiglia e del matrimonio. Così si risolve il problema aids-Africa. Che spettacolo di purezza e che maestosità nel perseguire la via non conformista nella difesa di un valore, nell'elogio di una morale. Il fascino esplosivo di Ratzinger è tutto qui, nel non starci, nel rifiuto patente e incondizionato della modernità che ripudia e cancella l'uomo. E che goduria assistere ai commenti impregnati di indignazione che si levano dalle parti teutoniche e transalpine, goduria per l'impresa di aver colpito l'indifferenza con la potenza di pugno, pugno nello stomaco alla civiltà contemporanea accidiosa nella teoretica quanto mediocre nel relativismo bieco conclamato. Il Papa è lì, baluardo commovente della deriva indifferente di un mondo che non va. Ha la seduzione dell'inconsueto la via tracciata dal Pontefice, perchè nel mezzo delle facilonerie moderne si staglia una visione dell'esistere che compenetra fatica e promette catarsi. Preservativo? No, educazione alla sessualità. Se questa non è una rivoluzione! E di lassù Giovanni Paolo sembra suggerirci: "avete capito perchè l'avevo scelto custode dell'ortodossia?". E mentre lo dice strizza l'occhio e sorride. Benedetto sia Benedictus.

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