cerca

Theologia ancilla philosophiae

17 Marzo 2009 alle 13:45

S. Paolo era miglior teologo di Mancuso, di Forte e di tutti i porporati accademici e clericali del momento, eppure ad Atene non riuscì a convertire nessuno in una ventosa assemblea di dotti, tranne un tale, che era già un eretico in quella cenacolo. I Galati furono fuorviati, gli Efesini non erano messi bene se furono sviati da forgiatori di idoli, insomma la teologia, come la filosofia, non salva il mondo; nemmeno Paolo ci riuscì per proprio conto, se dovette ritornare più volte ad ammonire.. Allora chi salva? Cristo e i suoi discepoli, che sono i martiri, altrimenti non sarebbe stato possibile convertire l'ecumene. Abbiamo bisogno di martiri, non di dottori, sono essi che sostengono come Atlante il mondo. Papa Leone fermò Attila, Ambrogio fu il terrore degli eretici, chi dei loro successori riuscirebbe a salvare in un uguale pericolo la cristianità? I martiri del Dafur, e dell'India valgono tutti i Mancuso e i Forte, in bella mostra d'apparato. Dove sono i miracoli,dove le conversioni? Una Chiesa senza miracoli e conversioni è una superstizione, "quod super stat", una istituzione umana. La Chiesa è perenne perché è divina, ma i teologi sono uomini non necessariamente santi e sono destinati al comune destino. Show amava dire a chi chiacchierava al vento: "Avete un rimedio contro morte? No? Allora non mi interessa l'opinione di un altro condannato a morte!"

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi