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Indietro tutta!

17 Marzo 2009 alle 10:45

L’ordine è perentorio, dal ponte di comando il capitano ordina “indietro tutta!”. Dal Pd si ritorna all’Ulivo. La ciurma esulta. Prodi i balenieri che affrontano il Moby Dick di Arcore senza timore alcuno e anelano lo scontro per dare ad Achab la soddisfazione d’arpionare il mostro bianco e riportar l’Ulivo nel Palazzo. C’è Ismaele là sul loft, sa quello che vuole, non si perde in magniloquenze africane e persegue franceschinamente il disegno grandioso di trascinare tutta la sinistra italica nella scia del Prodi Romano ritornato, fatalmente, sugli effluvi di Palazzo Chigi. Non s’è parlato d’altro da 24 ore a questa parte, il Prodi bonario e sornione che da Fazio Fabio (principe della Tv cattocomunista) narra le vicende dolorose del Mastella che fa capolino nella stanza della presidente del Consiglio e minaccia lui, Prodi, di stupro osceno per impedire che altri facciano a lui, Clemente, il gioco del chi deflora per primo. Una metafora gentile per non dirlo, alla napoletana, come realmente sono andate le cose. A Napoli, il detto popolare è anche: “Chi fraveca e sfraveca, nun perde mai tiempe”. Sembra che sia così pure in politica (Casini docet), e il Pd ha già steso la tovaglia sotto l’ombra del secolare Ulivo, per “Le déjeuner sur l’herbe” da consumare tutti insieme cantando “Bianco Fiore e L’Internazionale”. Il coro sarà stonato ma Franceschini intona bene e a furia di ripetere anche la “Sistina” sarà un buon “Coro a bocche chiuse”.

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