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Un posto in Paradiso

16 Marzo 2009 alle 15:23

C'erano le dame di San Vincenzo, donne ricche e sfaccendate che, stanche del loro noioso privilegio, erano animate da spirito umanitario per guadagnarsi un Posto in Paradiso. C'erano i sacerdoti, legati alle dame, che pontificavano di beneficienza sorseggiando una tazza di tè e, con le loro guanciotte ben nutrite, garantivano quel Posto. C'erano i poveri che sgobbavano dalla mattina alla sera, sfruttati dai mariti delle dame, e quel Posto forse lo avevano. Ci sono associazioni filantropiche di "gente bene", unita dal patto di mutuo soccorso, avvolta nelle pellicce di animale vero, negli smoking di sarto vero, che si garantisce il Paradiso dispensando elemosine per quei poveri che ancora ci sono. Ci sono cene di gala dove, nel luccichio di ori e pietre preziose, una coppa di champagne viene alzata per salutare l'arrivo della carrozzella per il diversamente abile; del trenino, nel giorno da non dimenticare, per il bimbo dell'orfanotrofio; della spesa natalizia per i poveri, tanto per il resto dell'anno possono pure digiunare. C'erano e ci sono i bisognosi, e tali devono rimanere, per aiutare "la gente bene" a salire in Paradiso.

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