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La conversazione con il teologo Bruno Forte

16 Marzo 2009 alle 17:00

Grazie al Foglio e a Marco Burini per aver dato l'opportunità di leggere le belle argomentazioni di Bruno Forte. Egli ha messo in luce molto bene alcune questioni nodali, quali ad es la continuità che esiste frala nostra età postmoderna e quella uscita dal medioevo e cioè la nascita della soggettività, slegata, dispersa, senza punti di riferimento,il rapporto tra fede e ragione ela "fretta del pensare". Quest'ultimo punto mi sembra particolarmente significativo, ci coinvolge un pò tutti e in questo senso dovremmo far tesoro delle affermazioni del teologo che dimostra, insieme ad altri autorevoli esponenti della Chiesa, a parte il Papa, come Caffarra, Scola ed altri, come essa sia forse la sola all'altezza dei tempi, elaborando un pensiero profondo, forte, che non sembra essere presente nel mondo laico: pensiamo al grande discorso del Papa a Ratisbona.

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