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Libertà e autodeterminazione

13 Marzo 2009 alle 08:00

Già s'è detto abbastanza su questo tema che nel nostro tempo assume un'importanza centrale. L'autodeterminazione, secondo me, ha iniziato a muovere i suoi primi passi a partire dall'era dell'umanesimo, quell'umanesimo che ha posto l'uomo al centro del mondo, come un piccolo dio creatore. Nulla di male se lo si intende in relazione e non a prescindere dal dio della nostra tradizione occidentale cristiana. Ma nel momento in cui ci siamo arrogati il diritto di agire, di rapportarci al mondo, agli altri, come se non ci fosse, sono iniziati un pò di guai. La libertà è stata intesa, con il passare del tempo,come un principio senza limiti o quasi,e ciò ha portato a un'idea di arbitrio, di mancanza di vincoli che non dovrebbero essere intesi come impedimento quanto piuttosto quello spazio entro cui noi dovremmo agire. L'ultimo colpo definitivo al concetto di libertà come qualcosa di non assoluto, l'ha inferto Nietzsche,con la morte di dio e, quindi,la volontà di potenza, fare ciò che si vuole, senza ostacoli, autodeterminarsi, essere principio e fine della vita, al di là appunto del bene e del male. E' stata rbaltata la concezione medievale gerarchica che stabiliva un rapporto, una relazione con dio.

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