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La cultura che ha accettato l’aborto è debolissima

12 Marzo 2009 alle 14:15

Giustificare l’aborto, anche solo culturalmente, ha preparato il cosiddetto “piano inclinato” che porta sempre più giù. Renderlo “legale” non fa che mantenerlo giustificato, e mette al riparo la coscienza da domande fastidiose e troppo pungenti. Questo concetto non è un’esagerazione, dato che nella legislazione italiana la pena di morte è abolita, mentre l’aborto è ammesso, gratuito e, in certi casi…terapeutico ( !! ). I Paesi Europei con il più alto tasso di aborto, pari al 75 per cento di tutti gli aborti praticati nella Unione Europea, sono la Spagna, con il più grande aumento di tassi di aborto negli ultimi dieci anni (+75 per cento), seguito da Belgio (+50 per cento) e Olanda (+45 per cento). L’aborto e il cancro sono quindi le principali cause di morte in Europa. L’aborto ha aperto la strada. Se la donna incinta può decidere di sopprimere il suo feto perché non lo vuole, altrettanto può decidere per se stessa. Come si farà a dire di no ? Se ha deciso sulla vita di un altro (il suo feto) perché non potrebbe farlo sul figlio malato o su un disabile o su un vecchio infermo ? La cultura che ha accettato l’aborto è debolissima ed incapace di rispondere a chi chiede una eutanasia legale. Da tanti anni diciamo che l’aborto è una sconfitta per tutti, ed anche l’eutanasia lo confermerà raddoppiando la sconfitta culturale ed umana.

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