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Mancuso e la libertà di coscienza/2

11 Marzo 2009 alle 15:45

No cara Lucia Lodi, non è affatto difficile capire. Ma non è questo il punto. Il problema non è che Mancuso difende la laicità dello Stato (non imporre a tutti una visione solo di pochi), liberissimo di farlo; il problema è che Mancuso vorrebbe laicizzare la Chiesa stessa, riducendola ad associazione umanitaria dove si coltiva il libero pensiero, la gestione democratica del governo, il principio di autodeterminazione. In una parola Mancuso vorrebbe- e in questo la sua teologia è assai poco originale - una Chiesa senza principio di autorità, cioè senza Magistero, dove ciascuno cerca la verità come meglio può aiutato, se proprio dovesse averne bisogno, indovini da chi? Dai teologi, of course. Se Mancuso volesse davvero fare un buon servizio alla Chiesa (e non solo), prenda esempio da quanto diceva uno dei più grandi teologi del '900, Hans Urs Von Balthasar: più è autentica la fede più vera è la teologia. Lui la definiva "teologia in ginocchio", per dire che i più grandi teologi sono stati anche grandi santi. Di una filosofia laica camuffata da teologia, francamente, non so che farmene.

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