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A proposito di Mou. A proposito di Zeman / 2

11 Marzo 2009 alle 13:15

Noi non mangiamo il cono senza gelato. Noi il gelato lo mangiamo in coppe. Di cristallo. Siamo chic. E poi la Boemia, la terra di Zeman, ha ispirato lo stile di vita che ci intriga: la boheme. Il Portogallo, invece, con la sua Lisbona antigua e senoral e il richiamo del fado e la chitarra di Ricardo Rocha e la malinconia di Amalia Rodriguez ci fanno sentire tristi. E le anime dei popoli si ritrovano sui campi di calcio, sugli schemi disegnati dalle panchine. Il metodo Mou con le sue squadre zeppe di campioni e solisti per regalare un repertorio di virtuosismi preludio della vittoria. Mou miliardario con squadra miliardaria petrolchic per contratto deve vincere. Sennò è un bluff. Zeman invece i campioni si divertiva a inventarli. E a dare spettacolo sempre all'attacco. Forse è l'unico allenatore al mondo che veniva applaudito anche se la sua squadra aveva perso. 'Perchè, comunque, ci siamo divertiti', dicevano i tifosi. Questo è il calcio genuino. Il risultato ci interessa fino a un certo punto. Siamo napoleonici, grognard, dunque zemaniani, Waterloo fu una sconfitta ma ancora se ne parla. Wellington il vincitore è un Mourinho delle battaglie. Siamo o non siamo anche bohemiennes?

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