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La moralità malata

10 Marzo 2009 alle 15:45

Popper, descrivendo i precetti di quella teoria morale che discende dall'interpretazione storicista della società, scrive: "ciò che è moralmente buono è ciò che è moralmente progressivo, cioè in anticipo sul suo tempo, in quanto si conforma a sistemi di condotta che saranno adottati in futuro". Secondo l'approccio storicista esisterebbero delle leggi storiche ineluttabili, per cui tanto vale non remare contro e, se proprio è necessario remare, è bene farlo secondo il verso della corrente. All'oggi, questo è ciò che ci vogliono far credere gli scientisti, i seguaci dell'onnipotenza della tecnoscienza. Ci dicono: non cercate di fermare il vento con le mani, abituatevi a considerare moralmente neutro o addirittura buono il fatto che tutto ciò che la scienza può fare verrà fatto. Ecco, proprio contro questa falsa inevitabilità ci dobbiamo battere. Lei lo fa da tempo e con grande coraggio. Non è inevitabile la manomissione disumanizzante dell'uomo. Il capriccio dei tecno-scienziati sia ridotto al silenzio e li si costringa a non poter lavorare in direzione della distruzione (fisica e spirituale) della società.

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