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Amore/12

5 Marzo 2009 alle 15:00

Avrei fatto anch’io, come credo qualsiasi genitore, quello che ha fatto chi ha visto due dei suoi figli con la testa fracassata sul selciato. Deve ritenersi anche molto fortunato quel genitore se soltanto “dopo mesi di immenso dolore e dolorosissima riabilitazione”, ha avuto la gioia di essere ringraziato dai propri figli che evidentemente, se pur ammaccati, sono tornati non soltanto alla vita ma in grado anche di comprendere e di ringraziare per non essere stati abbandonati al loro destino. E tuttavia dopo lunghissimi anni di vani tentativi, pur utilizzando tutti i mezzi disponibili, senza per forza giungere al diciassettesimo, se mia figlia o qualche congiunto mi avesse confidato o fatto capire chiaramente che non avrebbe desiderato vivere nelle condizioni di un vegetale, allora come padre, fratello, marito o figlio riterrei mio dovere assoluto, in virtù proprio di quel “Amore”, fare di tutto per porre fine a quella sofferenza manifestamente non gradita, e ciò di là da qualsiasi ipotetico impedimento giuridico o religioso.

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