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Kung e l’ossimoro

4 Marzo 2009 alle 14:00

Non è giusto dire che Kung è un teologo poco umile quindi lì non c’è Dio. Da Giustino in poi (180 DC) la chiesa interroga se stessa e le scritture in questo modo. Questo non significa essere “buoni Cristiani”. L’umiltà è merce rara anche nei papi non solo nei teologi o nei cristiani in genere. I santi, quelli veri e rari, lo sono stati. La storia insegna. Non amo particolarmente Kung. Il suo pensiero sull’islam mi trova in netto disaccordo. Però ho difficoltà quando due Papi e a breve distanza, si contraddicono. Giovanni Paolo II scomunica i Lefebriani e Benedetto XVI li accoglie di nuovo, pur sapendo che non sono cambiati. Non è atto scevro da conseguenze, se non altro sul piano dell’unità dei Cristiani, e su questo temo abbia ragione Kung. Anche sul fine vita, abbiate pazienza, il tema è ancora agli inizi. Molte tesi saranno vagliate, discusse e solo dopo un lungo percorso avremo un responso definitivo. Piccolo ma importante anche il nostro contributo di cristiani comuni, qualunque tesi riteniamo giusta.In questo periodo l’ossimoro impera, molti di noi lo stanno facendo. Omicidi che non hanno l’assassino. La vita che non è uguale dall’inizio alla fine. Su temi apparentemente semplici da risolvere esiste la massima confusione. Facile in questi casi abdicare e lasciare la responsabilità ad un uomo solo. Fa capolino la bestia nera dell’integralismo che molti speravano superato nel concilio Vaticano II. Non è così mi sembra, e spero di sbagliarmi, perché non porterà da nessuna parte.

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