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La dignità della vita e la presunzione umana

3 Marzo 2009 alle 20:00

Ho assistito per nove anni una mia cara amica in stato vegetativo, morta pochi giorni fa. L'ho assistita con tutto l'amore di cui sono stata capace, ho combattuto perché le fosse data l'assistenza di cui avrebbe avuto bisogno e che in italia pochissimi centri sono in grado di fornire. Do'pochi dei miei pochissimi soldi ad un'associazione di Bologna che si occupa solo di questo. Soffro tanto da che non c'è più. Ciò nonostante, sono fermamente convinta che io non vorrei vivere così, so per certo che se mi capitasse vorrei non essere mantenuta in vita con PEG e sondini. E mi piacerebbe tanto che questa possibilità mi fosse riconosciuta. Quindi se la signora Elisabetta Bianchi riesce a voler bene e dar valore solo alle cose in cui crede o in cui si riconosce o che lei farebbe, è un suo problema, ma non proietti la sua aridità su di noi.

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