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Mou, quello che pensa di sedersi alla destra del Padre

2 Marzo 2009 alle 17:00

Il calcio mi ha stufato da un bel po’. Persino il Milan, che mi ha divertito vincendo tanto (e forse troppo), da quello sacchiano dei tre olandesi e Baresi, insuperato, passando per Savicevic, Weah, il formidabile Sheva. Di più un tifoso non poteva chiedere. Con il calcio, mi ha stancato il linguaggio calcistico divenuto sempre più appiattito. Tocca ammettere (nonostante alleni i cugini) che Mourinho invece è personaggio incredibilmente unico, e adotta una dialettica fuori dal comune. Quando dice “Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia meglio di me” è sublime. Della serie, non mi reputo il migliore in solitudine, può darsi che qualcun’altro lo sia (purchè pochi), ma insieme a me. Potentissimo. Se va avanti così riscrive la storia degli aforismi, nel senso che la metà saranno i Suoi. In questo mondo di persone simpatiche, divertenti, allegre, brillanti, carine, clownesche, “clooneyesche”, viva gli antipatici. Li trovo più veri.

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