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Strabismo storico?

26 Febbraio 2009 alle 12:15

Vivo a Roma e domenica 22 febbraio sono andato a vedere il film "Katyn" di Andrzej Wajda, insieme a mio figlio di dodici anni. Ritengo sia un ottimo documento che: denuncia gli orrori dei poteri totalitari del '900, fa riflettere sulle manipolazioni della verità storica ed immedesimare nel dramma di chi, per rifiutare le mistificazioni della verità, è stato perseguitato o ucciso e di quelli che, per poter continuare a vivere, sono dovuti venire a patti con il potere e soffocare il bisogno di verità. Sono andato a leggermi alcune recnsioni ed ho trovato giudizi di questo genere : "È un contributo alla scoperta, alla diffusione della conoscenza di una pagina tra le più buie e per lunghi decenni più negate della storia del Novecento."; "E’ un film sulla rielaborazione di un lutto, di un efferato crimine che insieme ai corpi ha sepolto la verità";"Katyn è un doveroso atto d'accusa al servizio della Verità."; "Katyn, toccante lezione di storia". Alberto Crespi sull' Unità ha scritto: "Vederlo, per chi si è riconosciuto nella storia del comunismo, nelle sue grandezze e nelle sue tragedie, è compiere un atto di giustizia." Il film è uscito nelle sale il 13 febbraio. Non ho visto "promozioni" in TV. In tutta Roma viene proiettato solo in un cinema del quartiere periferico Pigneto, al cinema Madison (a San Paolo) ma solo alle 16.00 del pomeriggio; per qualche giorno è stato in cartellone al cinema Farnese. Quali sono le ragioni di questa misera diffusione? E' un problema di distribuzione? di sensibilità del pubblico? di "delicatezza" politica? di quale parte politica? Avrebbe avuto lo stesso destino se avesse parlato della tragedia della Shoah? Non riesco, non voglio rassegnarmi a questa sorta di strabismo storico! Qualcuno mi aiuti a capire!

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