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Prima della rovina viene l'orgoglio

26 Febbraio 2009 alle 11:30

A prescindere dalla volontà del singolo, lo Stato non può e non deve legalizzare una pratica eutanasica perché, altrimenti, decade il principio del diritto indisponibile, aprendo la strada, nel tempo, a qualsiasi pratica omicida, giustificata da una volontà reale o presunta del soggetto o di una maggioranza. Chi oggi non sopporta l‘idea che qualcosa sia a lui indisponibile, si riveda nella storia la deriva cui porta questa interpretazione sbagliata di libertà: le coscienze possono essere facilmente plagiate, anestetizzate; le leggi razziali, le pratiche eugenetiche naziste, dopo un'efficace propaganda, furono accettate e ritenute giuste dalla maggioranza della popolazione. La decadenza di un popolo si cela nella perdita dei valori di riferimento, nelle richieste menzognere e apparentemente liberali di chi, come per l’aborto ed il divorzio, non chiede altro che non gli venga imposto il volere degli altri. Ma c’è un valore più alto del proprio volere che lo Stato deve difendere, quello che la Chiesa si sforza umilmente di tramandare da duemila anni, una sapienza che la triste alterigia ed arroganza di molti non consentono di leggere nelle sue drammatiche ma concrete implicazioni sociali, interpretandola come indebita intromissione. Non prendiamoci in giro: è all'idea della presenza di Dio a cui oggi si vuole togliere il sondino! "Prima della rovina viene l`orgoglio e prima della caduta lo spirito altero" (Prv 16,18).

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