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Crisi finanziaria

25 Febbraio 2009 alle 11:00

Si afferma essere l'inferno il luogo di pena conseguente non tanto ad una specifica condanna di Dio, ma piuttosto alla irrinunciata volontà dell'uomo di vivere egoisticamente separato dal Suo cammino, come anche peraltro un bimbo può non ascoltare la mamma che lo invita a non avvicinarsi al fuoco, e scegliere invece il rischio di scottarsi. Bene, questa crisi mondiale sembra chiaro segno dell'insipienza umana paragonabile all'inferno; il turbinio di "crescita" del mondo occidentale ha recentemente dovuto estendersi creando con paesi anticamente distanti dei micidiali "vasi comunicanti", che ben presto hanno generato un effetto boomerang sulle economie evolute. L'ulteriore spinta del mondo finanziario ha creato benefici virtuali di breve durata facendo balenare per qualche anno parvenze di onnipotenza umana, mentre Internet e globalizzazione hanno accelerato i processi. Ora ci parlano di ripresa nel 2010: ma chi ci può credere? Crisi precedenti ben minori e settoriali sono durate almeno 5 anni, credo che conteremo molti "morti" prima di vedere un pò di luce per dare speranza alla gioventù crescente. Con tre figli liceali cerco l'ottimismo anche nelle contrarietà, ma ricordo sempre una vignetta di 20 anni fa con l'indiano in canoa nel fiume che diceva: "Quando l'uomo avrà abbattuto l'ultimo albero, ucciso l'ultimo uccello ed avvelenato l'ultimo fiume si accorgerà che non può mangiare denaro..." Forse ci siamo arrivati.

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