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La legge è uguale per tutti

23 Febbraio 2009 alle 18:00

Quello che si legge nei tribunali significa che tutti sono sottoposti alla legge, non che a tutti si applichi la stessa legge. La legge stessa fa differenza tra cittadini e stranieri, tra adulti e bambini, tra vecchi e giovani etc, perchè la vera giustizia è l’equità, il suum cuique tribuere. La differenza stessa, però, in democrazia, non è un privilegio ma una prescrizione di legge. Se non fosse così la giustizia dei tribunali sarebbe quella della fila alle Poste, e non si spiegherebbe il fatto che nei tribunali ci siano uomini giudici e non demoni come Minosse. La giustizia non è violata se la legge stessa ammette l’eccezione (lodo Alfano), che i politici siano digiuni di filosofia del diritto è ammissibile, ma che lo siano alcuni giudici che protestano contro l’eccezione è ingiustificabile. Che agli stranieri godano di un privilegio non è contra legem, ma non si dica che ad essi si applica la stessa legge. Un tempo, per esempio i cittadini erano esonerati dai tributi, cui erano sottoposti gli stranieri, ora invece accade il contrario, in una democrazia radicale siamo tutti prosseneti.

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