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In piazza contro la barbarie - la chiesa latitante

23 Febbraio 2009 alle 15:30

Questo lo slogan di Beppino Englaro e dei radicali per chiedere, di fatto, l'eutanasia. Tra coloro che hanno aderito anche molti sacerdoti. Uno fra tutti, don Franco Barbero. Ecco il suo profilo, così capiamo con chi abbiamo a che fare. Don Franco Barbero nasce nel 1939 a Savigliano (Cn) e nel 1963 viene ordinato sacerdote. Dopo alcuni anni di ministero in seminario a Pinerolo (To), viene mandato in una parrocchia periferica della città, dove si distingue per il suo impegno nella lotta per i diritti degli operai e antimilitarista. Nel 1973 è co-fondatore, con alcuni/e uomini e donne provenienti da esperienze parrocchiali, della comunità cristiana di base di Pinerolo. Da oltre 40 anni si occupa di ricerca biblica e teologica ed è impegnato in attività di volontariato. Nel 2003, per le sue posizioni teologiche e la sua pastorale a favore di separati/divorziati per il loro diritto alle seconde nozze, a sostegno dell'impegno di gay, lesbiche, trans per vivere liberamente la propria condizione nella chiesa, viene dimesso dallo stato clericale. Nei suoi scritti propone una "spiritualità di liberazione" in cui azione, impegno e preghiera si integrano con la crescita di gruppi e comunità, nel dialogo con parrocchie, gruppi, preti, suore, teologi e teologhe. Il suo impegno teologico e pastorale ne fa un "itinerante" in Italia e all'estero. Ora la Chiesa non deve più tacere, dica ai cristiani qual'è il pensiero ufficiale. Non può lasciare i fedeli in preda allo smarrimento creato da sacerdoti come Barbero che sventolano bandiere molto diverse. La Chiesa ha un dovere morale di intervenire e di fare chiarezza. Non deve più latitare.

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