cerca

In difesa di Beppino Englaro

21 Febbraio 2009 alle 14:00

Forse occorre recuperare il senso di una proporzionalità oramai dimenticata. Leggo interventi su Beppino Englaro che nemmeno al mercato del pesce salvando i pescivendoli. Peccato che un dibattito che meriterebbe intensità di posizioni e scontri divergenti diventi il volano per una caccia alle streghe di stampo medievale. Non condivido il gesto del padre di Eluana, non l'avrei fatto, però l'astio e la tracotanza di cui è oggetto quest'uomo sono della più lontana genesi anticristiana. Un po' di pietas con chi ha dovuto gestire qualcosa che forse lo ha sormontato, spezzato, distrutto. Un dubbio seppur minimo Beppino Englaro lo meriterbbe, chè l'esercizio del dubbio è sempre pratica catartica. Il dubbio di cercare di comprendere, semmai non condividere, ma la comprensione si, quella non si nega neanche all'ultimo degli ultimi. La comprensione di aver visto una figlia spegnersi diciassette anni fa, e gaurdare il sangue del proprio sangue su un letto d'ospedale per più di seimila albe va oltre le colonne d'ercole del possibile. Non l'avrei staccato quel sondino, mai, però posso capirlo, il resto mi sembra accanimento ideologico che sconfina nell'intolleranza intellettuale. E di intolleranze laiciste siamo saturi, ora non vorremmo quelle catto-integraliste. Tutto è sfibrato, mi pacerebbe che i toni scendessero di un'ottava per sfociare nel silenzio della ragione. Beppino Englaro non è un delinquente, se non passa l'assunto siamo alla deriva del giudizio. Sempre facile giudicare nelle confortevoli dimore quando il prossimo è sempre cattivo e noi no, noi avremmo fatto meglio. Sempre e comunque.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Il Foglio

Caratteri rimanenti: 1000

Servizi